
Oggi pubblico un articolo inconsueto per Generazione Internet: si tratta di una piccola storia, che spero possa far riflettere parecchie persone. Essendo GI un blog (e tale rimarrà ), credo di non commettere un errore postando un articolo del genere. Molti di voi fanno parte della generazione di Internet, credo sia il caso che diate una letta: se volete, potete invitare anche i vostri amici a partecipare alla discussione.
Disclaimer: la storia si basa su fatti realmente accaduti, su dati statistici non in mio possesso ma consultabili presso le fonti non specificate in questo articolo; perché non vengono specificate? Nomi e riferimenti sono stati occultati per non dar modo ai media tradizionali di infangare anche questo piccolo pezzo di terra cibernetica! In fondo, però, troverete il link ad un articolo-riflessione su quanto accaduto durante una puntata di Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa.
Apro gli occhi, i raggi del sole riscaldano la mia stanza; fuori, il cielo, è di un azzurro limpido e programmo subito una bella passeggiata in centro città , per sorseggiare un buon caffè (da bravo italiano), accompagnato da una calda e succulenta brioche alla marmellata: giungo ad uno dei miei bar preferiti e mi siedo, ordinando la cibaria e la bevanda. Osservo distrattamente, sul tavolino, un quotidiano nazionale, che leggo ormai raramente (essendo abituato a leggere le notizie online, sul giornale troverei cose già vecchie), perciò estraggo il mio palmare e inizio a leggere la posta, sorseggiando il mio caffè e smangiucchiando la mia brioche. Ad un certo punto, mi fermo!
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