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State lontani da Internet

Prostituzione

Oggi pubblico un articolo inconsueto per Generazione Internet: si tratta di una piccola storia, che spero possa far riflettere parecchie persone. Essendo GI un blog (e tale rimarrà), credo di non commettere un errore postando un articolo del genere. Molti di voi fanno parte della generazione di Internet, credo sia il caso che diate una letta: se volete, potete invitare anche i vostri amici a partecipare alla discussione.

Disclaimer: la storia si basa su fatti realmente accaduti, su dati statistici non in mio possesso ma consultabili presso le fonti non specificate in questo articolo; perché non vengono specificate? Nomi e riferimenti sono stati occultati per non dar modo ai media tradizionali di infangare anche questo piccolo pezzo di terra cibernetica! In fondo, però, troverete il link ad un articolo-riflessione su quanto accaduto durante una puntata di Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa.

Apro gli occhi, i raggi del sole riscaldano la mia stanza; fuori, il cielo, è di un azzurro limpido e programmo subito una bella passeggiata in centro città, per sorseggiare un buon caffè (da bravo italiano), accompagnato da una calda e succulenta brioche alla marmellata: giungo ad uno dei miei bar preferiti e mi siedo, ordinando la cibaria e la bevanda. Osservo distrattamente, sul tavolino, un quotidiano nazionale, che leggo ormai raramente (essendo abituato a leggere le notizie online, sul giornale troverei cose già vecchie), perciò estraggo il mio palmare e inizio a leggere la posta, sorseggiando il mio caffè e smangiucchiando la mia brioche. Ad un certo punto, mi fermo!

No, la mia attenzione non è stata catturata da un’email interessante (a tal punto da bloccare il mio nutrimento mattutino), e nemmeno dall’entrata nel locale di una bella ragazza. Si tratta invece di una vocina semi-robotica, proveniente dalla scatola nera che, per molti anni, ha influenzato l’opinione della gente, che ha pronunciato la parola “Internet”: rivolgo lo sguardo alla TV dove, sul palinsesto pubblico, va in onda un noto programma della mattina e, dal dialogo fra il conduttore e un giornalista di un settimanale, deduco che l’argomento riguarda Internet e la prostituzione. Ascolto interessato la conversazione, intervallata dagli interventi di altri ospiti della trasmissione, ma c’è qualcosa che non va: osservo le due bustine di zucchero, strappate, ma non accartocciate, sul piattino. Eppure son convinto di aver versato il contenuto di quelle bustine nel mio caffè e di aver mescolato bene con il cucchiaino… e allora perché il mio caffè è diventato così amaro?!

Di nuovo le vocine, dalla TV, si insinuano nelle mie orecchie e mi sparano numeri esorbitanti sul fenomeno della prostituzione in Rete, mi avvertono che ci sono moltissime studentesse universitarie che prostituiscono la loro immagine, che l’età media delle prostitute cibernetiche è molto bassa, che ci sono siti costruiti allo scopo di indicizzare annunci erotici che portano alla prostituzione online e anche “offline”, e che la tariffa media per assistere ad una performance live, in diretta via “cam”, costa dai 30 ai 50 euro.

Mi propongo di ignorare la cosa, di finire il mio caffè e la mia brioche in santa pace, ma purtroppo inizio a riflettere: Internet, prostituzione; Internet e la prostituzione; Internet-Prostituzione; InterProstituzione. Io stesso comincio a pensare a quella “macchina infernale, caratterizzata da criminalità e oscenità, da malcostume e cattivo esempio, da immoralità e spietata repressione dei diritti umani“. Rabbrividisco, e la luce del sole, là fuori, sembra non splendere più come prima. Inorridito, spengo il palmare, finisco in un sorso il caffè, lascio l’ultimo pezzo di brioche avvolto nel tovagliolino (tanto non c’era più marmellata), e mi porto alla cassa per pagare il mio debito.

Attendo in coda il mio turno, davanti a me ci sono due persone che devono saldare il conto con il barista: i miei pensieri sono rivolti ancora a quel mondo (maledetto) di Internet, ormai è diventata l’ossessione di questa giornata, apparentemente iniziata nel migliore dei modi. Non posso però uscire dal bar prima di aver estrapolato qualche altra informazione: il conduttore annuncia il termine, imminente, della trasmissione, e in questo momento sta parlando una ragazza, presentata dalla co-conduttrice, come “una che ne ha passate tante“. Viene invitata a lanciare un messaggio alle ragazze in difficoltà, schiave della prostituzione (non solo cibernetica): come prima cosa presenta il suo libro, mettendolo in bella mostra davanti alla telecamera, tossicchiando dall’emozione (così dice, mi è nuova, ma se dice così, sarà così). Rimangono pochi secondi, e i conduttori la invitano nuovamente a lasciare il proprio messaggio per le ragazze in difficoltà, schiave della prostituzione: la ragazza esordisce con un “Alle ragazze che sono in difficoltà, schiave della prostituzione, dico che non devono avere paura e che…”. Interrotta da un “Mi dispiace veramente, ma ci stanno sfumando. Appuntamento a domani mattina, arrivederci” da parte del conduttore, in una manciata di millisecondi passano i titoli di coda e la scatola assume una colorazione tutta nera, sputando di lì a poco una pubblicità che, con una musica rilassante, sembra comunicare il messaggio: “Basta, piccolino, non pensare più alle cose brutte e cattive del mondo, rilassati, mangia il mio prodotto, che passa tutta la bua”. Una sorta di mamma che rassicura il pargoletto preoccupato e impaurito.

Pago il mio caffè (anche la brioche), esco dal bar e comincio a camminare per la strada: rifletto. Qualcosa non va, c’è qualcosa che non quadra in tutta questa situazione. Torno a casa e mi collego alla “macchina infernale”, alla ricerca disperata di informazioni che saranno in grado di ridarmi la serenità dopo la mia esperienza al bar, e parte un talk-show mentale che vede, come ospiti, il sottoscritto (Io) e la mia coscienza (C). Eccovi un estratto:

C: Quando è nata la prostituzione?

Io: Parecchio tempo fa. Per niente dicono che si tratta del mestiere più antico del mondo! Aspetta che cerco su Wikipedia: si parte addirittura dall’antica Grecia, perciò direi che esiste da parecchio tempo, molto prima di Internet.

C: Cos’è Internet?

Io: Una definizione semplice, terra-terra: un mezzo di comunicazione avanzato, bi- e multi-laterale.

C: Da ignorante quale sei, in che modo hai percepito i concetti trasmessi dal programma in TV?

Io: Da ignorante quale sono, ho capito che Internet è un mezzo che alimenta la prostituzione, la criminalità, e che bisogna starci attenti.

C: Bravo.

Io: Grazie.

C: Si tratta di un problema da risolvere, e come avviene nel mondo reale, va cercata la soluzione al più presto. Ma vorrei farti ragionare su un altro concetto, più generale, che va oltre allo specifico argomento della trasmissione di stamattina: credi forse che i media tradizionali, quali giornali e TV, stiano tentando di gettare fango su questo mezzo dalle potenzialità pressoché infinite, perché si sta mangiando una buona fetta del loro business?

Io: No! Per esempio, stamattina, hanno semplicemente voluto lanciare un avvertimento: su Internet dilaga la prostituzione e la criminalità.

C: Hai considerato il fatto che qualcuno, assistendo alla trasmissione, abbia percepito Internet come una “cosa” dalla quale è meglio star lontani?

Io: Beh si, in parte. Ora che mi ci fai pensare, alla fine, dava un po’ l’idea che in Internet ci fosse solo prostituzione e criminalità, ma io so che non è così!

C: Vedo che ti sto quasi convincendo: posso stuzzicarti ancora con la lettura di questo articolo? Ovviamente guardati anche il filmato integrato! Ok, per evitare che la pigrizia ti impedisca di documentarti, ti metto il video qui, ma leggiti anche l’articolo!

 

Io: Ok, ho letto e ho visto il filmato.

C: Come ti senti?

Io: Indignato!

C: Perché?

Io: Ti rispondo citando alcune parole dall’articolo che mi hai segnalato: sono profondamente indignato “di fronte a una disinformazione sistematica e dilagante” e “che si sfrutti l’unidirezionalità del mezzo televisivo per porla e imporla come Verità”.

C: Forse tu ci sei arrivato… potresti proporre la questione ai tuoi lettori, sul tuo blog: potrebbe essere un buon mezzo per discutere l’argomento.

Io: Lo farò sicuramente, anzi, lo faccio immediatamente…

(Il resto è storia, ormai)

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12 Commenti

  1. webfruits on 26 marzo 2008

    Spero di sbagliare, ma credo che questo tipo di disinformazione continuerà a fare storia, almeno fin quando l’ostinazione con cui alcuni difendono i propri interessi lascerà il passo alla rassegnazione, perché volenti o nolenti dovranno arrendersi all’idea che “la torta” è per forza di cose da dividere.

  2. Matt Brolyen on 26 marzo 2008

    Beh siamo in Italia no? Sono cose all’ordine del giorno queste… e se vai su ebay vieni truffato, se vai su you tube vedi filmati-shock che fanno subito scandalo… e quello si è suicidato per colpa di SL e quello a fatto questo… e ci sono i siti porno e bla bla BLA BLA…
    La maggior parte delle persone qui manco sa che è QUESTO il business del futuro non la TV con il suo canone rai.
    La maggior parte delle persone non si immagina neanche che con internet è possibile camparci e avere un posto di lavoro.
    La maggior parte delle persone non sa neanche che internet è la vera cultura, non i tg pagliacci che fanno in TV.
    La maggior parte della gente non sa neanche quanto questo paese sia sempre messo peggio e indietro rispetto agli altri non solo nella tecnologia in generale, ma soprattutto sul piano web che ci offre.
    La maggior parte della gente non sa, e per pigrizia si adegua alla massa senza distinguersi restando così prigioniero della sua stessa ignoranza.

  3. Generazione Internet on 26 marzo 2008

    @webfruits: grazie del tuo contributo. Spero proprio che tu ti stia sbagliando, e che un giorno, questo tipo di disinformazione, rimanga nella storia, non che la faccia.

    @Matt Brolyen: sono d’accordo, anche se nessuno ha detto che il business qui, nel Web, sia più facile (anzi…). Grazie di essere passato, a presto!

  4. Ruotalibera on 27 marzo 2008

    Sai qual è il problema?
    Che tutte queste persone che parlano di blog, di internet, di web 2.0… non capiscono un caxxo!!!
    E’ come se io stasera andassi ospite a Porta a Porta e inizierei a parlare di astrofisica sol sulle basi di quello che ho sentito o letto sull’argomento.
    Queste persone non hanno un blog, non sanno che cos’è la rete… si documentano e vengono a parlare… Purtroppo la disinformazione è peggio di una bomba…
    Concordo in pieno con quanto scritto nel post

  5. Generazione Internet on 27 marzo 2008

    @Ruotalibera: vero, la maggior parte degli ospiti non conosce bene ciò di cui sta parlando: documentarsi per una puntata non è come vivere la cosa “da dentro”. Speriamo che le cose cambino…

  6. Traffyk on 27 marzo 2008

    quando chiude la rai??

  7. Generazione Internet on 27 marzo 2008

    @Traffyk: ;) non so, staremo a vedere…

  8. Matt Brolyen on 27 marzo 2008

    @Traffik: penso mai… anzi secondo me aumenterà sempre di più il canone

  9. franco on 11 giugno 2008

    Internet vende gli spazi(comprando l’anima) puliti es commercio, blog,mail, ma sono interstizi,ami, il vero businness è occulto, dovrebbe essere severamente vietato ai minori e invece lo fanno utilizzare a scuola…..(per le ricerche)…la rete è gettata ..colpisce senza pietà le generazioni in crescita (è quello che vogliono) ammorbando i loro valori, le pubblicità dei telefonini(con telecamera)…grande utilità….imperversano con figure di giovanissimi..le “marachellea”…sono sempre più “creative”..perchè si possono fotografare e filmare…e hanno creato pure la galleria “amorale” on line….certo che se il diavolo non fosse una storiella…….svegliamoci

  10. sorrisi on 26 luglio 2008

    E’ come se io stasera andassi ospite a Porta a Porta e inizierei a parlare di .

    non si dice “inizierei” ma INIZIASSI.

  11. Generazione Internet on 29 luglio 2008

    @sorrisi: giusta osservazione! ;) penso sia una svista di Ruotalibera… può capitare… anche se non dovrebbe capitare! :P

  12. [...] State lontani da Internet [...]

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