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Fisco e dichiarazione guadagni AdSense e altri programmi di affiliazione

Tasse

Credo sia utile aprire una discussione anche qui in merito al dilemmaFisco & Guadagni da affiliazioni“.

Dopo aver effettuato qualche ricerca nel web e aver parlato con un paio di commercialisti, pare proprio che non si possa ricevere nemmeno un centesimo se non si ha la partita IVA. C’è chi afferma che rimanendo sotto una certa soglia di guadagno non si debba dichiarare nulla o aprire partita IVA, ma ciò vale solo per attività collaborativa e temporanea. L’iscrizione ad un programma di affiliazione, come AdSense, purtroppo dovrebbe essere classificata come attività di impresa, o comunque continuativa, il che comporta il dover mettersi in regola con il fisco.

I costi di gestione di una partita IVA sono relativamente alti per un blogger/webmaster che realizza piccoli introiti, ovvero la maggior parte, perciò è ovvio che non converrebbe aprirla (è altrettanto ovvio, però, che ciò sarebbe illegale); la domanda mi sorge spontanea: come si risolverà tale situazione?

Voi cosa ne pensate?

Ecco alcune discussioni nei forum che trattano l’argomento:

AdSense e tasse

Profilo IVA di Google AdSense TM – SINTESIAdsense come intermediazione

Affiancamento Adsense su Blog..help needed!

Potete trovare altre discussioni in merito visitando la sezione Fisco e Leggi del ForumGT

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38 Commenti

  1. Sbronzo di Riace on 12 gennaio 2008

    anche io in passato avevo espresso dubbi su come dichiarare i redditi di adsense. Io sul blog non li ho ma tutti quelli che li hanno come fanno?

  2. Sbronzo di Riace on 12 gennaio 2008

    è possibile che nessuno abbia chiesto un parere all’agenzia delle entrate?

  3. DnaX on 12 gennaio 2008

    Beh, in effetti ora che mi ci fai pensare l’attività di blogger con iscrizione a AdSense è proprio da considerarsi illegale visto e considerato che per ricevere liquidi per una propria attività consueta consiste proprio in una attività commerciale.

    Chissà com’è la legislatura in questo ambito…

  4. Sbronzo di Riace on 12 gennaio 2008

    s’ ma sono migliaia le persone che hanno un blog o un sito amatoriale e che hanno adsense o simili e certamente non lo fanno per guadagnare in maniera professionale.

    Anche leggendo su internet si vedono n pareri diversi. Le leggi fiscali sono farraginose e probabilmente non contemplano con esattezza la materia. Si deve andare di interpretazione con tutti i rischi del caso.

    Poi uno magari evade 100 euro l’anno e gli fanno il mazzo, un altro evade milioni e se ne sta alle Bahamas.

  5. Generazione Internet on 12 gennaio 2008

    Già, è proprio questa situazione che mi preoccupa: moltissimi bloggers non mettono AdSense per guadagnare denaro bensì per ripagarsi, magari, le sole spese di hosting.

    Il prospetto che Sbronzo di Riace ha delineato: “poi uno magari evade 100 euro l’anno e gli fanno il mazzo, un altro evade milioni e se ne sta alle Bahamas” pare che rispecchi bene il panorama italiano.

    Io mi sto muovendo per mettermi in regola, e capire bene come inquadrarmi. Nel frattempo sarebbe più appropriato bloccare i pagamenti del proprio account AdSense e chiedere al proprio commercialista come si deve procedere. (Anche loro comunque hanno qualche difficioltà ad inquadrare bene la situazione…)

  6. Traffyk on 12 gennaio 2008

    Ma non tutti possono permettersi una consulenza con il commercialista, pure quello costa. Io con il blog ancora non vedo un soldo, neppure le spese ci riesco a pagare. Comunque in America è semplice basta dare il proprio tax id e fanno tutto loro mi sembra, o almeno mi pare sia così.

    Pro-adv invece per chi non ha fattura opera con la ritenuta d’acconto 20% per prestazione occasionale. Il problema è che paga a cadenza fissa mensile quindi 12 prestazioni occasionali di qualunque importo siano fanno comunque una continuità dell’attività, andrebbero comunque dichiarati i soldi..

    La storia dell’iva poi non l’ho mai capito, ci lamentiamo della mafia e della camorra quando poi il vero pizzo ce lo mette lo stato.. mah.

  7. notoriousxl on 12 gennaio 2008

    Sono un po’ OT ma vorrei aggiungere una cosa su adsense: se un’opera è protetta da licenza Creative Commons, non è possibile (a meno di chiedere l’autorizzazione all’autore) ripubblicarla su un sito con annunci pubblicitari. :S
    La CC *-NC è meno libera di quanto si pensi :(

  8. notoriousxl on 12 gennaio 2008

    Scusa per gli accenti nel messaggio precedente: è = e’

  9. Generazione Internet on 13 gennaio 2008

    @Notoriousxl: vero, c’è la clausola “per uso non commerciale”, è ovvio però che lasciar dilagare i copyrights nella blogosfera può far solo che male: abbiamo un sistema che ci permette di far circolare le informazioni (anche se troppe e, nella maggior parte dei casi, in modo confuso) liberamente, e lo stesso motore dei Blogs è nato per percorrere questa strada (esempio i trackbacks).
    Nel mio caso ho dichiarato che i miei articoli possono essere ripubblicati a patto però che non vengano utilizzati per scopi commerciali escludendo i programmi di affiliazione e gli annunci pubblicitari sul proprio sito/blog.

    Come avrai notato, in fondo alla licenza, c’è questa dicitura, che io ho preso alla lettera:
    “In ogni caso, puoi concordare col titolare dei diritti utilizzi di quest’opera non consentiti da questa licenza”. Perciò non credo che la CC sia poco libera.

    Non so, questo è il mio parere…

    —–

    OT: Per quanto riguarda gli accenti è un problema che mi sta ossessionando da tempo: le ho provate tutte (si fa per dire, perchè non ho ancora risolto), non riesco a capire: è un problema di charset (utf-8 e ISO), ma non capisco dove stia l’errore e a far visualizzare bene il testo a tutti. Spero di risolvere presto.

  10. Generazione Internet on 13 gennaio 2008

    @Traffyc: hai ragione anche te, la consulenza dal commercialista costa, ma è anche l’unico modo per poter avere informazioni dettagliate e soprattutto specifiche per la propria persona. Purtroppo la legge non ammette ignoranza. Io ho studiato Economia, anche se sono più orientato al settore finanziaro: non mi sono mai piaciute le scartoffie contabili, ed è per questo che ho degli amici che ora lavorano presso studi di commercialisti e mi affido a loro per tali informazioni.

  11. notoriousxl on 13 gennaio 2008

    @genint
    Non intendevo muovere una critica verso la tua scelta, solo cercare di completare un po’ il discorso su adsense ;-) (magari andando un po’ troppo OT). Come hai giustamente detto tu, occorre mettersi d’accordo col titolare in questi casi (ma non tutti conoscono la sfumatura CC NC ed annunci).
    Io ho scelto la BY-SA perché mi sembrava più compatibile con la LGPL (recentemente dovrebbero essere uscite conferme sulla compatibilità tra le due, ma adesso non sono abbastanza sobrio per fare ricerche :-P ).

    PS: il problema con gli accenti sembra risolto :P

  12. notoriousxl on 13 gennaio 2008

    (il problema degli accenti sembra solo relativo all’ajax, ricaricando la pagina sono visualizzati correttamente ^_^ )

  13. Sbronzo di Riace on 13 gennaio 2008

    Anche bloccare i pagamenti potrebbe in teoria non bastare, infatti le imprese pagano le tasse per competenza non per cassa.

    Quindi se uno guadagna nell’anno 2007 1000 euro ma l’incassa nel 2008, comunque deve dichiararli nella dichiarazione dei redditi del 2007 (che verrà presentata nel 2008).

    Se il fisco chiedesse a google (o altro programma di affiliazione) la lista di beneficiari e poi facesse i controlli incrociati sarebbero migliaia i non in regola.

    Pensiamo a quelli che hanno un blog o un sito sulle piattaforme gratuite, quindi senza spese vive di hosting, sono realmente un’impresa?

    Possono detrarre le spese per l’energia elettrica del proprio pc casalingo?

    E’ evidente che sotto una certa soglia di reddito non è assolutamente conveniente avere una Partita Iva (con tutti gli obblighi annessi e connessi.

    Una circolare interpretativa che dicesse chiaramente che tipologia di reddito sono e che distinguesse tra chi di internet fa una vera professione e tra chi invece lo fa solo a livello amatoriale sarebbe necessaria.

    Ad esempio nel 730 c’è una voce che riguarda i redditi diversi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente.

    Una persona che ha un sito amatoriale senza spese vive, senza struttura, magari potrebbe dichiararli lì e magari una commissione tributaria potrebbe dargli ragione se gli venisse contestata la cosa da parte del fisco.

    Se uno affitta la facciata della sua casa o un pezzetto del suo terreno per metterci un cartellone pubblicitario non si comporta in maniera simile ad uno che offre nel suo sito un piccolo spazio a Google per metterci gli annunci di Adsense?

    Un webmaster amatoriale non contratta il prezzo degli annunci o la tipologia della pubblicità, rende disponibile solo lo spazio nella pagina web o nel blog (blog ottenuto gratuitamente magari proprio da Google). Messa così la cosa è google a fare la vera attività commerciale ed è google che chiede spazi qua e là nel web per inserire i propri annunci.

    Se uno affitta un negozio, non è lui che svolge attività commerciale ma rende disponibile lo spazio fisico al commerciante per farlo.

    Lo spazio in una pagina web come lo dobbiamo considerare?

    Chiaramente i miei discorsi sono un po’ da azzeccagarbugli ma questo è quello che avviene dove ci tante norme e c’è spazio per interpretazione delle stesse.

    Poi uno per non avere rogne fa la P.IVA e male che vada ha pagato di più di quello che doveva.

    Io comunque gli adsense o simili non li metto sul mio blog, i guadagni sarebbero minimi (pochi click, calo del dollaro) e le preoccupazioni tante.

  14. Generazione Internet on 13 gennaio 2008

    @Notoriousxl: non l’avevo percepita come una critica alla mia scelta, volevo solo segnalare il metodo che ho utilizzato :) E grazie per la segnalazione sugli accenti, spero davvero di aver risolto!

  15. Generazione Internet on 13 gennaio 2008

    @Sbronzo di Riace: hai perfettamente ragione quando affermi che “Anche bloccare i pagamenti potrebbe in teoria non bastare, infatti le imprese pagano le tasse per competenza non per cassa.”

    Il blocco dei pagamenti è solo un metodo per far vedere che comunque si è in buona fede, seppure non possa bastare a sistemare la situazione a livello giuridico.

    OT: scusa se il tuo commento è finito in spam, dovrò utilizzare un plugin più efficiente.

  16. Sbronzo di Riace on 13 gennaio 2008

    mi veniva fuori anche una richiesta di inserire un captcha solo che l’immagine con le lettere e i numeri non si vedeva.

    Perchè non usi Hiddy? Dato che usi wordpress.

  17. [...] Blog Come farsi venire un’idea per un sito web o un blog Fisco e dichiarazione guadagni per un blogger, come si fa? [...]

  18. Redemption on 13 gennaio 2008

    Non ho letto tutto i commenti, premetto, ma so che comunque non serve apripre partita iva se uno non guadagna meno di circa 3000€ l’anno, quindi siccome io non ne guadagno, non mi preoccupo:P

    Se voi vi preoccupate vuol dire che vi va piuttosto bene :P :D

  19. [...] Fisco e dichiarazione guadagni AdSense e altri programmi di affiliazione [...]

  20. Generazione Internet on 14 gennaio 2008

    @Redemption: purtroppo è il dilemma fra attività collaborativa, occasionale, e attività di impresa, continuativa: se l’iscrizione ai programmi di affiliazione e il conseguente inserimento degli annunci sul proprio sito è classificabile come attività d’impresa, allora la soglia annuale decade perchè riguarda solo le attività che rientrano nel primo caso.

  21. Generazione Internet on 14 gennaio 2008

    @Sbronzo di Riace: dovrò sistemare i plugins antispam, e prenderò in considerazione anche Hiddy, grazie della segnalazione. Finora la combinazione Akismet e SpamKarma2 non mi ha dato mai problemi, se dovessi azzardare un’ipotesi credo ti abbia messo i commenti in spam per via dell’email, troppo corta e sospetta. :) Ma non ne sono sicuro.

  22. isaccus on 14 gennaio 2008

    Hai ragione è così, infatti ora molti programmi di affiliazione hanno adottato questa tecnica, ti inseriscono con un contratto di collaborazione e prima di dichiarare i redditi con partita iva devi raggiungere 5000€ annui, quindi con un contratto di collaborazione fino a quella cifra vai bene perchè chi ti offre questo programma di affiliazione prima di pagarti toglie il 20% del guadagno, che sono poi ciò che si deve allo stato! Così è come mi sono messo in “regola io” anche perchè sopra i 5000€ non ci arrivo ancora con i miei programmi di affiliazione, per adsense è un altro conto visto che non si è sotto contratto… da quel punto di vista non so nulla! Grazie delle informazioni, mi documento e poi ti faccio sapere

  23. Generazione Internet on 14 gennaio 2008

    @Isaccus: grazie della tua partecipazione, e ti ringrazio in anticipo se vorrai condividere le informazioni che troverai.

  24. Elena on 16 gennaio 2008

    Per capire come funziona me li sono abilitati sul blog, ora sto facendo delle ricerchine, perchè vorrei farci un post e un po’ di ragionamenti, se ne riparla ;)

  25. Generazione Internet on 16 gennaio 2008

    @Elena: anch’io sto facendo delle “ricerchine”, ovviamente spero mi segnalerai il tuo post affinchè possa leggerlo.

  26. Elena on 19 gennaio 2008
  27. [...] cui obiettivo era portare il lettore alla riflessione su un tema particolarmente delicato, ovvero Fisco e dichiarazione profitti Google AdSense (e altri programmi di affiliazione): ebbene, oggi voglio segnalarvi due links che potranno aiutarvi a chiarire bene la [...]

  28. Generazione Internet on 20 gennaio 2008

    Per il proseguo della discussione, vi invito a postare nell’articolo Aggiornamento Fisco e dichiarazione profitti Google AdSense

    Grazie

  29. [...] Fisco e dichiarazione guadagni AdSense e altri programmi di affiliazione [...]

  30. salvatore on 30 ottobre 2008

    Sto cercando da tempo informazioni su ADSENSE, sembra che mettere questi annunci sul proprio sito equivalga a vendere uno spazio pubblicitario. Io ritengo che non sia così, perchè quando vendi uno spazio pubblicitario il prezzo lo decidi a priori, con ADSENSE il ricavo invece è a rendimento. Quindi mi sembra molto più vicino ad un lavoro a cottimo. Credo che qualcuno più esperto debba ragionare di più su questo elemento per cercare di inquadrare meglio questa tipologia di attività.

  31. val on 11 novembre 2008

    Io sono perfettamente d’accordo con Salvatore. Tutti i commercialisti e gli avvocati si impuntano sulla partita iva, ma il problema pè a monte. Che rapporto c’è tra due aziende? Si scambiano beni e servizi avendo contrattato UN PREZZO, un RARIFFEA, o una percentuale. Io non so a priori qanto guadagnerò con Google, Google stess non lo sa, Io non ho chiesto un compenso a google per l’affitto delo mio spazio web ma ho concordato un compenso in base ai click, validi, che gli porto. Non sono procacciatore di affari perché il procacciatore parla ai clienti del prodotto, servizio, azienda. Google assolutamente vieta di mettere sullo spazio dei testi che invoglino a cliccare. I procacciatori invece fanno di tutto per invogliare il cliente a comprare, a rivolgersi alla azienda. Il compenso deciso con Google è in base ai risultati: io posso anche mettere gli annunci adsense sul mio sito ma se nessuno clicca io non prendo un centesimo. Siccome l’accordo di collaborazione con Google, se così si può chiamare, prevede compenso in base ai click ottenuti secondo me l’attività con google è ASSOLUTAMENTE inquadrabile come lavoro a cottimo.
    Chi affitta spazio per i cartelloni pubblicitari guadagna indipendentemente da quante contatteranno l’azienda. Io non prendo un euro se la gente vede l’annuncio adsense ma non clicca e va per conto suo sul sito della azienda inserendo manuamente l’url sulla barra degli indirizzi.
    Quindi collaborare con adsense google secondo me non è attività imprenditoriale.
    Sollevo anche quaklche altro dubbio sulla interpretazione che chi ospita adsense metta a disposizione spazio web.
    Le pagine web NON hanno una dimensione predefinita. Io posso creare pagine con contenuto dinamico che creano spazio. Quando inserisco adsense nel sito non sottraggo spazio alla mia pagina perché di fatto essa non ha una altezza predefinita. Qundi quando si parla di concedere spazio si parla secondo me di acqua fresca. Questo avviene perché i commercialisti e gli avvocati non sanno molto di internet

  32. [...] Fisco e dichiarazione guadagni AdSense e altri programmi di affiliazione [...]

  33. ilaria on 25 aprile 2009

    Ciao,
    dichiarandoli in redditi diversi nel quadro rl con che voce dovrei inserirli?
    Si è detto che non può considerarsi lavoro occasionale.
    Quindi come stiamo messi?

    PS
    Pura curiosità che succede se su 100$ non si pagano le tasse?
    Ciao.

  34. Alessandro on 7 dicembre 2009

    La questione come di solito accade in questo paese non è chiara. E’ anche vero che è praticamente impossibile controllare migliaia di inserzionisti che utilizzano adsense, quindi io sarei tranquillo pur non avendo la partita iva.

  35. [...] Titolo articolo: Fisco e dichiarazione guadagni AdSense e altri programmi di affiliazione Link: http://www.generazione-internet.com/200 … iliazione/ [...]

  36. kiki on 9 maggio 2010

    <io ho chiesto ad ag. entrate…. unica soluzione per loro è aprire p.iva….

  37. Enrico on 6 maggio 2011

    Secondo me non è assolutamente necessario aprire una partita iva per ricevere questi redditi. La nostra normativa nazionale prevede numerose forme di percezione dei redditi. La partita iva è uno strumento necessario a chi pone in essere fattispecie rilevanti ai fini iva. Nel caso dei redditi da affiliazione manca il requisito della territorialità per poter applicare l’iva. Perciò, niente iva niente partita iva.
    Se può interessare a qlcn io ho scritto un post sull’argomento! http://ilcontribuenteonesto.blogspot.com/2011/03/come-dichiarare-i-redditi-di-google_14.html

  38. [...] Fisco e dichiarazione guadagni AdSense e altri programmi di affiliazione [...]

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